Fred Uhlman - L'amico ritrovato
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Fred Uhlman – L’amico ritrovato

La storia inizia nel 1932 a Stoccarda. Hans, un ragazzo di 16 anni, figlio di un medico ebreo, frequenta un liceo esclusivo, il Karl Alexander Gymnasium, e passa le sue giornate in maniera monotona e solitaria, dal momento che non si trova in sintonia con nessuno degli altri compagni. Un giorno arriva in classe Konradin, conte di Hohenfels, suo coetaneo appartenente a una ricca famiglia di aristocratici. La sua nobile provenienza e i suoi modi pacati accendono la curiosità di Hans. I due piano piano finiscono per stringere una forte amicizia. Ma in Germania dilagano le idee naziste e l’antisemitismo e questo inizia a minare il loro rapporto.

L’amico ritrovato di Fred Uhlman è un romanzo breve del 1971, molto autobiografico in quanto ci riporta ai luoghi e alle atmosfere vissute in adolescenza dall’autore. E’ lo stesso protagonista Hans che racconta in prima persona e a distanza di anni la vicenda. E’ diventato un classico del Novecento e ritenuto un piccolo capolavoro della letteratura.
I temi principali sono da una parte l’amicizia tra i due protagonisti, che nasce nonostante le differenze sociali, e dall’altra le discriminazioni razziali e l’antisemitismo nei confronti degli ebrei nella Germania del periodo nazista.
Negli anni 80 lo stesso autore ha formato una trilogia (“Trilogia del ritorno”) che comprende, oltre a questo libro, “Un’anima non vile”, che è la stessa vicenda raccontata però dal punto di vista di Konradin, e “Niente resurrezioni, per favore”, che è un’altra storia con altri protagonisti, ma analoga e ambientata sempre a Stoccarda.
Lo considero uno dei miei libri preferiti, soprattutto per il tema dell’amicizia, che l’autore espone in maniera semplice ma efficace in quanto riesce a descrivere quello che è un valore puro, romantico che oggigiorno purtroppo si è perso. Questo sentimento a contrasto con le vicende storiche fa comprendere ancora di più l’assurdità delle ideologie di quel tempo e la follia che poi porterà allo shoah.

Nel 1989 è uscito al cinema il film omonimo al quale lo stesso autore ha collaborato nel soggetto. Ci sono alcune variazioni tra le quali spicca quella che vediamo fin dall’inizio il protagonista ormai anziano ritornare in Germania dopo 50 anni e tramite un lungo flashback rievocare i fatti della sua adolescenza. A parte questo il film riesce nell’intento di trasportare una storia intima e da diario personale sullo schermo, mantenendo un tono pacato, quasi distaccato, e senza scendere nel melodramma.