cortile
Appunti

Il cortile

Era rimasta aperta solo la porta finestra del soggiorno.
Marco si avvicinò ad essa, come attratto da quell’ultimo fascio di luce che da lì entrava nella stanza. Uscì sul terrazzino di un metro per due e appoggiò i gomiti sulla ringhiera in ferro.
Osservò il cortile interno del complesso condominiale, deserto a quell’ora. Anche se ormai era deserto a tutte le ore. A vederlo adesso appariva limitato, eppure quando ci giocava da bambino insieme ai suoi coetanei del condominio era tutto il suo mondo.
Al centro del cortile spiccava ancora la fontanella, posta su una larga pietra rotonda. D’estate coi suoi amici era solito giocare con l’acqua e sfidarli a colpi di schizzi e gavettoni. In quella corte riecheggiavano ancora i sorrisi, le corse e gli schiamazzi, che si prolungavano spesso per tutto il pomeriggio. Finché da quello stesso balcone sua madre urlando non lo richiamava in casa perché era pronta la cena.
Su un lato del cortile anche la vecchia panchina in legno resisteva ai cambiamenti e nonostante i segni del tempo era ancora intatta. Le poche volte che dal balcone la vedeva libera scendeva rapido in cortile e si sedeva lì per fare merenda. Era in realtà una sorta di conquista, perché quella panchina era occupata quasi sempre dai ragazzi più grandi. Anzi tutta quell’area era predominio dei più grandi.
Ai più piccoli non rimaneva che il lato opposto del cortile, dove prima c’era uno scivolo in acciaio, poggiato su un palchetto di legno. Negli anni questo fu martoriato in mille modi, tra pallonate, schizzi d’acqua, pedate, scritte e intaccamenti vari. Fu tolto diversi anni dopo, ma non tanto per incuria, bensì perché in disuso. Ormai in tutto il condominio non abitavano più bambini, soltanto anziani o giovani andati lì a convivere.
Aveva trascorso giorni davvero spensierati in quel cortile, poi aveva smesso di frequentarlo e adesso era arrivato il momento di salutarlo. Non lo avrebbe più visto, almeno non da quel balcone.
Rientrò nel soggiorno, chiuse la porta finestra e abbassò la serranda. Quella luce da fuori pian piano svanì.