cavaliere
Appunti

Il destino di un cavaliere

Continuò a cavalcare per tutto il giorno verso nord. Attraversò villaggi in miseria, di cui non conosceva l’esistenza, e vaste lande deserte. Finché all’imbrunire non giunse nei pressi di un fitto quanto immenso bosco verde.
Non ebbe dubbi sul fatto che fosse quello. Era uguale a come lo aveva descritto quel misterioso monaco viandante, venuto qualche giorno fa da chissà quale terra lontana a riferire una profezia e poi ripartito senza aver lasciato alcuna traccia. Era dunque quello il luogo dove avrebbe conosciuto il proprio destino.
Le tenebre ormai avevano avvolto anche la luna e sui pendii adiacenti la vegetazione assumeva delle forme che sembravano guardiani posti lì a vigilare su quella valle.
Nonostante la foschia si facesse più densa, il cavaliere avanzò impavido ed entrò nella boscaglia. Ben presto dovette accendere una torcia per farsi strada. Scese anche da cavallo, poiché il terreno era disseminato da alti rovi e arbusti che ne impedivano il regolare passaggio.
Si fece largo tra i rami di quegli alberi selvatici finché non scorse un sentiero. Proseguì lentamente cercando di non far rumore, anche se ad ogni passo i suoi stivali smuovevano foglie e sterpaglia secca provocando un incessante scricchiolio.
A un tratto si ritrovò in una piccola radura. Il suo cavallo iniziò ad agitarsi e a nitrire.
– Ehi, che ti prende… Stai buono! – disse cercando di placare i suoi animi.
Ma un fruscio simile al vento che sibila tra le fronde degli alberi sempre più forte arrivava alle sue orecchie.
– C’è qualcuno? – fece guardandosi intorno.
Non sentendo risposta passò la torcia alla mano sinistra e con la destra sguainò la spada.
In pochi istanti un alone bianco luminoso si formò proprio al centro di quella radura, di fronte ai suoi occhi allarmati e increduli. Il cavallo stranamente si era immobilizzato. Al centro di questo alone prese forma una figura umana femminile, che per come era vestita avrebbe giurato fosse una principessa di un antico popolo.
– Chi sei? – chiese il cavaliere per nulla spaventato.
– Il mio nome è Lucrezia, sono colei che ha vissuto e regnato in queste terre ormai più di cento anni fa! – rispose con voce suadente ma col tono solenne di chi appartiene a una nobile stirpe.
– Ma non può essere vero… Sei uno spirito?
– La mia anima è sopravvissuta affinché potessi affidare a un valoroso cavaliere il compito di vendicare la mia morte terrena.
Il cavaliere capì che era lui il prescelto e che non avrebbe potuto sottrarsi a quella missione.
– Ma non so cosa fare…
– Lo scoprirai da solo… Io sarò lo spirito che guiderà le tue azioni e ti proteggerà dai nemici. Ti farai amare dal popolo intero, affronterai gli usurpatori del trono, li sconfiggerai e prenderai il loro posto. Saprai essere un sovrano giusto e leale, che riporterà pace e ricchezza in queste terre.
Senza che il cavaliere avesse il tempo di replicare, lo spirito di quella principessa svanì e con esso il bagliore, riportando il bosco nell’oscurità della notte.
Alle prime luci dell’alba si svegliò pensando che fosse stato tutto un sogno. Lasciò il bivacco che aveva creato nella radura e uscì dal bosco. Montò in sella al cavallo e si diresse verso il suo destino.