posto di blocco
Appunti

Posto di blocco

Un’auto nuova sfreccia sull’arteria principale che taglia in due il paese. Al volante c’è Gianluca, che a stento trattiene la gioia. Al suo fianco c’è il suo amico Francesco, che invece è teso.
– Fai attenzione… Vai piano! – dice questi guardando fisso la strada e reggendosi alla maniglia dello sportello.
– Ma no… Fidati! – gli replica Gianluca col tono di chi ha tutto sotto controllo.
Giunti in men che non si dica ai margini del paese, vedono una pattuglia di vigili appostata sul lato della strada.
– I vigili, i vigili! – esclama Francesco sempre più agitato.
– Maledizione… Spero che non mi fermino! – storce la bocca l’altro.
– Perché? – chiede Francesco preoccupato.
Ma Gianluca non risponde. Vede uno dei vigili che alza la paletta rossa.
– Che faccio, mi fermo? – mormora Gianluca.
Francesco non capisce se lo stia chiedendo a lui o a se stesso.
Sono ormai a un passo dal posto di blocco quando Francesco urla: – Frena! Frena!
L’auto inchioda e finisce a 5 metri di distanza dai vigili, che già si erano allertati.
Nel frattempo Francesco è finito col muso sul cruscotto. Rialza la testa e controllandosi allo specchio vede che dal naso esce un rivolo di sangue.
– Oh, no! – esclama con disappunto.
Gianluca incurante vede dagli specchietti retrovisori che i vigili si stanno avvicinando, uno a destra e uno a sinistra. Poi si volta verso Francesco.
– Prendi un fazzoletto, tieni… E non sporcare l’auto!
Mentre Francesco si tampona il naso, Gianluca abbassa il finestrino dalla sua parte.
– Ragazzo, ragazzo… – esordisce il vigile superiore, – che sei cieco?
– No, no… Italiano, italiano…
Lo sguardo del vigile si sofferma sul suo volto. Non sa se ridere.
– Tira fuori la patente! – gli ordina alla fine.
Gianluca prende il suo portafoglio, lo apre, pesca la patente e la lancia fuori dal finestrino.
– Ehi! Come osi!? – fa il vigile stupefatto.
– Lei mi ha detto “tira fuori la patente…”
Il vigile allora, dopo un lungo sospiro, raccatta la patente. – Fai meno lo spiritoso!
– Capo, – interviene l’altro vigile, – a questo sanguina il naso!
– Che hai fatto al tuo amico, eh? Confessa! – fa il vigile superiore rivolto a Gianluca, – Lo hai pestato vero?
Francesco e Gianluca si guardano a vicenda senza aprire bocca.
– Tosatti! – ordina il vigile superiore, – vai in macchina a prendere la cassetta di soccorso.
Dopodiché guarda la patente che ha in mano.
– Dunque, ti chiami… Gianluca Freccia.
Dopo qualche secondo scoppia a ridere.
– Ma perché ride? – fa Tosatti di ritorno.
– Già, perché? – chiede Gianluca.
– Perché sembravi proprio una freccia… – gli risponde ancora sorridente.
Stavolta sono i due in macchina che non sanno se ridere o meno.
– Ah ah! Ganza questa, – fa Tosatti sorridente, – come te che ti chiami Guido La Moto!
Gianluca e Francesco scoppiano a ridere, mentre La Moto torna serio.
– Silenzio! – ordina questi a tutti, – Tosatti, soccorri il ragazzo!
Poi torna su Gianluca.
– Andavamo troppo veloci, dunque… – dice tentennando la testa in avanti.
– Voi?
– Noi?
– Lei ha detto “andavamo veloci…”
La Moto digrigna i denti. – Bamboccio… Ci fai o ci sei?
– Ci sono… Sono qui… – fa Gianluca guardandosi.
– Lascia perdere e dammi il libretto!
– Degli assegni?
– Ma quale assegni, basta! – si innervosisce La Moto, – Il libretto di circolazione!
Francesco allora apre il cassetto del cruscotto, rufola dentro e porge a Gianluca quello che sembra un porta documenti. Poi si gira di scatto e urta Tosatti che gli stava porgendo a sua volta un sacchetto del ghiaccio. Il sacchetto si apre e il ghiaccio fuoriesce spargendosi su di lui e sull’auto.
– Ahhh! – trasale Francesco.
– Ops… Ma non è niente, anzi magari porta bene! – fa Tosatti.
La Moto ora è sull’orlo di una crisi di nervi.
– Oh, no! La macchina è nuova! – esclama intanto Gianluca irritato.
– Ah! – fa meravigliato La Moto, – così questa è un’auto nuova… E sarebbe tua…
– Perché… Non posso? – ribatte Gianluca.
– Mmm, non credo, – aggrotta la fronte La Moto, – scommetto che l’hai rubata!
– Io? Nooo… Non sarei capace…
Francesco ancora tremante lo fissa con aria interrogativa. – Non l’avrai mica rubata davvero?
– Ma che dici… Fidati!
– Adesso controlliamo, – interviene La Moto, – Tosatti, vai alla macchina e chiama la centrale!
– Subito, capo!
Passano un paio di minuti ma Tosatti non torna.
– Ehi! Hai fatto? – urla La Moto in sua direzione.
Non sentendo risposta allora ci va anche lui. Si muove verso il posto di guida della macchina, ma come si abbassa per aprire lo sportello Tosatti lo apre da dentro e lo colpisce alla testa. La Moto quindi cade a terra disteso e perde i sensi.
– Capo?
Tosatti esce dall’auto. Ma ha il cavo del citofono attorcigliato alla mano. Si sbilancia. Perde l’equilibrio. Sbatte anche lui la testa sullo sportello e cade disteso accanto al collega.
Intanto Gianluca non vedendo arrivare i due vigili esce dalla sua auto. Si avvicina piano piano a quella dei vigili per vedere cosa è successo.
Sente una voce dal citofono di Tosatti, che è disteso a terra immobile.
– Qui centrale… Mi ricevete?
Gianluca prende il citofono e parla con voce camuffata: – Falso allarme, passo e chiudo!
Senza pensarci oltre sfila patente e libretto dalle mani di La Moto e torna da Francesco.
– Ehi… Che succede? – chiede questi allarmato.
Gianluca esita un attimo. – Niente… Fidati! – dice poi sorridente, – hanno detto che possiamo andare!