Stephen Chbosky - Noi siamo infinito
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Stephen Chbosky – Noi siamo infinito

La storia si svolge a Pittsburgh negli USA. Il protagonista è Charlie, un ragazzo solitario che inizia le scuole superiori e racconta le sua vicende scrivendo delle lettere indirizzate a un ipotetico amico.
Charlie è bravo e intelligente, ma introverso, insicuro ed emotivo. A scuola conosce Sam, una ragazza più grande di lui, di cui si innamora, e Patrick, fratellastro di Sam e omosessuale dichiarato. Entrambi aiutano Charlie a inserirsi nell’ambiente scolastico, nelle loro feste e nelle loro frequentazioni, lei con la sua dolcezza e maturità, lui essendo carismatico ed estroverso.
Ma Charlie sembra continuare a vivere i suoi giorni in maniera passiva, chiuso in una sorta di malessere interiore.

Il libro era già stato pubblicato in precedenza col titolo “Ragazzo da parete”, che è comunque rimasto come sottotitolo e che riprendeva il titolo originale, “The Perks of Being a Wallflower”, in riferimento al tipo di persona che spesso alle feste rimane appoggiato al muro, come colui che rimane in disparte a osservare le vite degli altri, cosa che infatti fa il protagonista.
“Noi siamo infinito” è un romanzo epistolare, ovvero lettere scritte in prima persona dal protagonista, che affronta temi come adolescenza, amicizia, omosessualità, droga, sesso e prime esperienze in generale. C’è un po’ di tutto insomma in questo che vuole essere un romanzo di formazione, pieno di vicende tipiche dell’età adolescenziale.
La storia non spicca per originalità, a parte un paio di colpi di scena, però affronta tematiche molto forti e lo fa in maniera schietta, con uno stile semplice e informale, che rende il libro anche scorrevole. Credo che il successo del libro sia dovuto proprio a questo. Il lettore infatti riesce facilmente a immedesimarsi nel protagonista e a vivere o rivivere i tormenti adolescenziali.
Apprezzabile inoltre è il fatto che nel libro siano citate molte canzoni e libri, sui quali il protagonista si sofferma a riflettere.

Nel 2012 è uscito l’omonimo film, diretto dall’autore stesso del libro, Stephen Chbosky. Ha avuto un ottimo successo, trascinando con sé il libro e rendendolo ancora di più un cult generazionale. Si può dire che il film sia addirittura più efficace del libro, grazie anche alle ottime interpretazioni dei giovani attori protagonisti.