bancone bar
Appunti

Al bancone del bar

Al bancone del bar

Entro nel bar pasticceria con passo lento, dopo essere giunto lì diretto e sparato. C’è la radio accesa, ma a basso volume.
Mi guardo attorno. La stanza è ampia. Sulla destra c’è una zona con dei tavolini. Solo due persone in un angolo parlano fitto e sottovoce. Punto già il tavolino dove andrò a sedermi, quello all’angolo opposto, che tra l’altro è vicino alla finestra.
Mi avvicino al bancone fingendo indifferenza. Studio cosa poter prendere, ma alla fine decido per un caffè.
La barista, bassa e coi capelli lunghi castani, è di spalle, intenta a sistemare bicchieri e tazzine. Come si volta ha un sussulto.
– Non volevo spaventare… – dico.
– No, non ti avevo sentito arrivare… Dimmi! – ribatte riprendendo il controllo della situazione.
– Un caffè macchiato, grazie!
– 1 euro.
In due secondi batte lo scontrino alla cassa e me lo pone sul bancone. Poi si volta di scatto e inizia ad armeggiare alla caffettiera.
Lascio sul bancone la moneta da 1 euro. Faccio per prendere lo scontrino, ma mi sfugge di mano e finisce sopra a dei muffin esposti al di là del vetro del bancone. Mi giro a destra e a sinistra. Nessuno. Allungo la mano e in mezzo secondo riprendo lo scontrino.
La barista ignara si volta, prende un piattino e un cucchiaino e me li pone di fronte. Poi prende la moneta e infine ritorna sulla caffettiera.
Faccio per sfilare un tovagliolino dal porta-carta in alluminio, ma non mi esce. Con uno strattone lo tiro con forza a me. Il porta-carta dondola vistosamente. In maniera frenetica lo riprendo prima che cada e lo rimetto in posizione.
La barista torna su di me con la tazzina piena.
– Grazie! – faccio come se niente fosse.
Senza replicare torna a sistemare bicchieri e tazzine.
Sollevato, prendo una bustina di zucchero. Aprendola mi cade dello zucchero sul bancone. Un attimo di esitazione e lo tiro via con una mano. Ne prendo un’altra.
Decido di andare al tavolino che è meglio. Ma alzo lo sguardo e vedo una videocamera a circuito chiuso puntata sul bancone.
Di nuovo mi blocco. Non mi resta che fare un sorriso di circostanza.

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