TV anni 80
Appunti

La TV, le Lego e la solitudine

All’età di dieci anni guardare la TV divenne il mio principale passatempo. Fu naturale per me. Non avevo molti divertimenti, essendo nato in un paesino di provincia, nel 1977, e abitando in campagna. Negli anni ’80 inoltre ci fu il boom delle TV commerciali e io seguivo con passione i numerosi cartoni animati, film e telefilm che trasmettevano sui canali.
Ero conquistato dai personaggi, mi facevano compagnia, era come se li conoscessi dal vivo. Mi immedesimavo nelle loro storie, così articolate e avvincenti. Mi piacevano i telefilm perché riproducevano gioie e piccoli drammi della vita quotidiana. Ma anche i film fantastici, perché mi trasportavano in un altro mondo.
Nacque così in me la voglia di creare storie. Presi perciò carta e penna e iniziai a scrivere racconti. Ma non solo.
Tra i giochi il mio preferito era il Lego. Mi feci regalare molti set da montare, ma spesso e volentieri, una volta terminati, li smontavo tutti e li rimontavo a mio piacimento. Detti poi sfogo alla mia fantasia costruendo una città personalizzata, con tanto di case, negozi e auto. Dopodiché creavo i personaggi, inventavo delle storie e le mettevo in scena sul mio diorama. Devo ammettere che parecchi spunti provenivano da ciò che vedevo in TV, ma li adattavo, li modificavo e li mescolavo dando vita a nuove storie.
Continuai a giocare coi lego anche nell’adolescenza. Non uscivo molto e legavo poco coi compagni di scuola. Non avevo le loro stesse passioni come il calcio, i videogame e i motori.
Crescendo però giocavo sempre meno coi lego. Una certa solitudine interiore iniziò a far parte di me. Presi allora a leggere libri di narrativa. Mi facevano compagnia, mi portavano oltre una realtà che non mi dava soddisfazioni.
La TV continuavo a guardarla e seguivo serie e film con trame più complesse e drammatiche. Quando finivano avvertivo un senso di vuoto. Mi mancava anche qualcuno con cui condividere queste emozioni.
Nei momenti liberi allora, specie d’inverno o comunque quando ero solo in casa, mi dedicavo a scrivere. Nacque così la volontà di diventare scrittore, per trasmettere e condividere con altri le mie storie.
Alessio Carmignani